19.2 kmdistanza
1100 mdislivello
7h 40mdurata
TecnicaMedio
FaticaMolto impegnativa

Come arrivare e dove parcheggiare

Il punto di partenza è a Moggio, in Valsassina, da dove l'anello sale verso i Piani d'Artavaggio. Si tratta del versante basso della valle, con la salita che guadagna quota fin da subito.

Attenzione: un itinerario per escursionisti esperti

Questo non è un percorso adatto a tutti. Va affrontato con la giusta consapevolezza:

  • È un'escursione lunga e fisicamente impegnativa (circa 19 km e oltre 1.000 m di dislivello complessivo), che richiede un'intera giornata e una buona preparazione.
  • Nei pressi della vetta del Monte Sodadura è presente un tratto tecnico e potenzialmente pericoloso, su terreno che richiede passo sicuro, calzature robuste ed esperienza.

Va quindi riservato a escursionisti allenati ed esperti, con un occhio attento alle condizioni meteo: in caso di terreno bagnato, neve o scarsa visibilità il tratto di vetta diventa decisamente più insidioso.

Il percorso

Dopo la salita iniziale si raggiunge l'area dei Piani d'Artavaggio, dove si concentrano diversi punti di interesse e di sosta:

  • Rifugio Sassi Castelli e Rifugio Angelo Casari: due rifugi distinti ma molto simili nella gestione, entrambi ai Piani d'Artavaggio, comodi punti d'appoggio e di ristoro lungo la salita.
  • Albergo degli Sciatori: una struttura ormai abbandonata da diversi anni, testimonianza del passato dei Piani d'Artavaggio.
  • Chiesetta dei Piani d'Artavaggio: piccolo luogo di culto in quota, dove la domenica viene celebrata la Messa.

Da qui si prosegue verso il punto più alto dell'anello, la vetta del Monte Sodadura (intorno ai 2.000 m): da lassù si domina l'intero pianoro dei Piani d'Artavaggio e si gode di un ampio panorama sugli Zuccone Campelli e sulle altre cime orobiche.

Scendendo dalla vetta si incontra il Rifugio Nicola, aperto tutto l'anno e con possibilità di pernottamento: un comodo punto d'appoggio lungo il percorso.

Il rientro verso Moggio è pensato lungo la strada agrosilvopastorale: una scelta che allunga un po' il giro, ma che rende la discesa molto più dolce e meno faticosa per le ginocchia rispetto a un rientro su sentiero ripido. Lungo l'ultima parte del percorso, intorno al sedicesimo chilometro, si trova una fontana pubblica dove rifornirsi d'acqua prima di chiudere l'anello.

Cosa portare e raccomandazioni

Trattandosi di un'escursione alpina lunga e impegnativa, è fondamentale partire ben equipaggiati:

  • Calzature robuste e attrezzatura adeguata: scarponi da trekking con suola affidabile, abbigliamento a strati e protezione dal sole. Data la quota e l'esposizione, il meteo può cambiare in fretta.
  • Esperienza e passo sicuro: indispensabili per affrontare in sicurezza il tratto di vetta.
  • Tempi e meteo: pianifica con anticipo, parti presto e verifica le previsioni, evitando il tratto di vetta in condizioni avverse.

Buona escursione e rispetto per la montagna: porta a valle i tuoi rifiuti e lascia i luoghi come li hai trovati.

Komoot

Mappa del percorso Anello del Monte Sodadura e Piani d'Artavaggio da Moggio

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