Il punto di partenza è a Moggio, in Valsassina, da dove l'anello sale verso i Piani d'Artavaggio. Si tratta del versante basso della valle, con la salita che guadagna quota fin da subito.
Questo non è un percorso adatto a tutti. Va affrontato con la giusta consapevolezza:
Va quindi riservato a escursionisti allenati ed esperti, con un occhio attento alle condizioni meteo: in caso di terreno bagnato, neve o scarsa visibilità il tratto di vetta diventa decisamente più insidioso.
Dopo la salita iniziale si raggiunge l'area dei Piani d'Artavaggio, dove si concentrano diversi punti di interesse e di sosta:
Da qui si prosegue verso il punto più alto dell'anello, la vetta del Monte Sodadura (intorno ai 2.000 m): da lassù si domina l'intero pianoro dei Piani d'Artavaggio e si gode di un ampio panorama sugli Zuccone Campelli e sulle altre cime orobiche.
Scendendo dalla vetta si incontra il Rifugio Nicola, aperto tutto l'anno e con possibilità di pernottamento: un comodo punto d'appoggio lungo il percorso.
Il rientro verso Moggio è pensato lungo la strada agrosilvopastorale: una scelta che allunga un po' il giro, ma che rende la discesa molto più dolce e meno faticosa per le ginocchia rispetto a un rientro su sentiero ripido. Lungo l'ultima parte del percorso, intorno al sedicesimo chilometro, si trova una fontana pubblica dove rifornirsi d'acqua prima di chiudere l'anello.
Trattandosi di un'escursione alpina lunga e impegnativa, è fondamentale partire ben equipaggiati:
Buona escursione e rispetto per la montagna: porta a valle i tuoi rifiuti e lascia i luoghi come li hai trovati.