Si tratta di un percorso moderato: non eccessivamente impegnativo, ma pur sempre un itinerario escursionistico vero e proprio, su sentieri di montagna che richiedono passo sicuro e una discreta abitudine al cammino. Non è una passeggiata su fondo asfaltato: va affrontato con la giusta preparazione e attrezzatura.
Il punto di riferimento è la Culmine di San Pietro, il valico che mette in comunicazione la Valsassina con la Val Taleggio.
Per il parcheggio ci sono due opzioni:
In entrambi i casi si è a pochi passi dal punto di partenza dell'anello.
L'itinerario parte subito dopo la Chiesa di San Pietro, da dove ci si addentra lungo i sentieri che attraversano la zona dello Zucco della Mersa e di Maesimo.
Già lungo il primo tratto di salita si gode di un panorama d'eccezione sul Resegone, che accompagna il cammino mostrandosi nel suo profilo più bello: vale la pena fermarsi più volte a guardarsi indietro mentre si prende quota.
Superato lo Zucco di Maesimo, scendendo ai suoi piedi e subito prima di imboccare la strada agrosilvopastorale, si trova una piccola area di sosta con un tavolo da picnic: un punto naturale dove concedersi una sosta prima dell'ultimo tratto di rientro.
Il rientro consigliato avviene proprio lungo la strada agrosilvopastorale che scende dolcemente dai Piani d'Artavaggio: un tratto più riposante e regolare, perfetto per concludere l'escursione senza affaticarsi.
Per chi ha tempo ed energie e desidera arricchire l'uscita, una bella variante consiste nell'allungarsi fino ai Piani d'Artavaggio.
Qui si trovano diversi rifugi, dove fare una sosta ristoro con qualcosa di caldo o un pranzo in quota, godendosi l'ampio respiro dei pascoli. Dopo la pausa si rientra comunque lungo la strada agrosilvopastorale, ricongiungendosi all'itinerario principale.
È una deviazione che allunga un po' il percorso, ma regala un punto di ristoro e un panorama in più.
Trattandosi di un percorso escursionistico di montagna, è importante partire preparati:
L'unica eccezione ai punti ristoro è la variante verso i Piani d'Artavaggio, dove i rifugi offrono la possibilità di rifocillarsi. Lungo l'anello classico, invece, è necessario essere completamente autonomi.
Buona escursione e rispetto per la montagna: porta a valle i tuoi rifiuti e lascia i luoghi come li hai trovati.