Un'escursione impegnativa che dalla Val Varrone conduce fino alla Diga del Lago d'Inferno, attraversando alpeggi, rifugi storici e ambienti d'alta quota tra i più suggestivi dell'Alta Valsassina.
Richiede passo sicuro, esperienza alpina e attrezzatura adeguata.
Quota minima / massima: 750 m – 2.130 m
Punto di partenza
Si parcheggia all'area industriale di Giabbio, frazione di Premana, facilmente raggiungibile in auto lungo la Val Varrone. Da qui prende avvio l'intero anello.
Salita: la Val Varrone
Dall'area industriale di Giabbio si imbocca la strada agro-silvo-pastorale che risale la valle lungo il torrente Varrone. Dopo aver attraversato il corso d'acqua su un caratteristico ponte in pietra, il sentiero prosegue tra piccoli nuclei rurali, superando l'agriturismo "I Giabi" (punto di sosta con fontana) e gli alpeggi di Alpe Forno e Alpe Vegessa, dove è presente un altro punto di ristoro, il Ristoro Peter.
Proseguendo lungo la mulattiera prestate attenzione a una piccola deviazione sentieristica che vi permetterà di godere di un ottima vista sulla Cascata del Dente, per poi ritornare sulla lunga mulattiera.
Proseguendo il percorso si farà più panoramico, noterete la vegetazione cambiare fino a raggiungere così il Rifugio Casera Vecchia di Varrone (1.675 m), ultimo avamposto prima del tratto più impegnativo della giornata.
Da qui il sentiero cambia carattere: la pendenza aumenta, il bosco lascia spazio a pascoli d'alta quota e pietraie, e si sale verso la Bocchetta di Trona, zona che conserva ancora testimonianze delle fortificazioni della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Superata la bocchetta si arriva finalmente alla Diga del Lago d'Inferno (2.130 m), il punto più alto e panoramico dell'intero itinerario.
Rientro: il Sentiero d'Artino
Per questo anello dell'inferno 😂 non rientriamo lungo la via della salita ma proseguiamo, ci lasciamo alle spalle il Lago dell'Inferno per proseguire verso il Rifugio Falc, da cui iniziare la discesa tenendo d'occhio le indicazioni verso la prossima tappa, il Rifugio Santa Rita.
Qui dovrete prestare molta attenzione, il sentiero che porta dal Rifugio Falc al Santa Rita è discretamente insidioso, indicato per escursionisti esperti ed allenati, sono presenti tratti esposti e attrezzati con catene, inoltre si passa attraverso punti che potrebbero riservare cumuli di neve anche fuori stagione.
Probabilmente sarete stanchi, se non vi sentite sicuri al 100% vi consigliamo di saltare questa parte e riscendere verso il Rifugio Casera Vecchia seguendo le indicazioni lungo il sentiero.
Detto ciò, se proseguirete, arriverete al Rifugio Santa Rita, dove fare un ultima tappa prima del rientro vero e proprio.
Dal Rifugio Santa Rita non imboccate la cresta ma seguite le indicazioni verso l'Alpe Artino, avrete modo di godere di una panoramica sulla vallata percorsa all'andata.
Dopo l'Alpe Artino proseguite inoltrandovi nel sentiero boschivo che vi porterà all'Alpe Barconcelli, da lì infine imboccate il sentiero che vi farà scendere lungo un piacevole ruscello fino all'Alpe Casarsa per poi completare l'anello lungo la mulattiera percorsa all'andata fino all'altezza dell'Alpe Forno.
Per affrontare al meglio questo percorso si consiglia di: