Un trekking lungo e spettacolare nel cuore della Valsassina, che dall’Alpe Paglio conduce fino al Rifugio Santa Rita attraversando i suggestivi Piani delle Betulle, ampi pascoli alpini e una delle creste panoramiche più belle della zona.
Un percorso completo, dove il paesaggio cambia continuamente: si parte da una zona molto frequentata e adatta anche alle famiglie, per poi entrare progressivamente in un ambiente più selvaggio e panoramico, fino alla spettacolare vista sospesa tra Val Varrone e Val Biandino.
La vera protagonista dell’escursione è proprio la varietà del percorso: boschi, mulattiere, rocce dai colori sorprendenti, pascoli e una cresta finale che regala panorami indimenticabili.
Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, a parte qualche passaggio un po' esposto in cresta, ma la distanza complessiva di oltre 26 km richiede una buona preparazione fisica e una corretta gestione delle energie. Da affrontare durante il periodo estivo, o quantomeno una volta sciolta la neve depositata durante l'inverno che potrebbe rendere alcuni passaggi pericolosi.
Dove parcheggiare: partenza dall’Alpe Paglio
L’escursione parte dal parcheggio dell’Alpe Paglio, un punto di partenza comodo e facilmente raggiungibile in auto.
Il parcheggio è molto ampio: se il primo piazzale dovesse essere completo, non fermatevi subito. Una rampa in discesa conduce infatti ad altre due grandi aree di sosta, rendendo generalmente facile trovare posto anche nelle giornate più frequentate.
💰 Costo parcheggio: 4 € per l’intera giornata.
Il pagamento può essere effettuato anche tramite i principali sistemi elettronici.
Prima tappa: Alpe Paglio e Piani delle Betulle
Il primo tratto del percorso è il più tranquillo e frequentato.
Dall’Alpe Paglio si raggiungono i Piani delle Betulle, una splendida zona caratterizzata da ampi prati, panorami aperti e numerose attività dedicate alle famiglie.
Qui è possibile incontrare animali da cortile e fermarsi nei pressi del parco avventura, motivo per cui questa zona è molto amata soprattutto nei weekend. Sono inoltre presenti diversi punti di ristoro.
La salita verso il Larice Bruciato
Lasciati alle spalle i Piani delle Betulle, il percorso cambia completamente carattere.
Si imbocca una mulattiera panoramica prevalentemente esposta al sole, quindi soprattutto nei mesi estivi è fondamentale avere con sé una buona quantità d’acqua.
Si passa attraverso l'Aple Ortighera, un piccolo alpeggio dove è possibile acquistare formaggi locali e godere di un panorama incredibile con vista sul lago di Como, per arrivare infine al Larice Bruciato, piccola cappelletta votiva in ricordo dei caduti della seconda guerra mondiale, circondata da larici bruciati da fulmini.
Il bivio verso il Rifugio Ombrega
Proseguendo lungo la mulattiera il bosco torna a offrirci protezione dal sole, è possibile vedere anche alcuni bellissimi scorci su Premana mentre ci si incammina verso il primo importante bivio.
Continuando a seguire la mulattiera si procede verso il Rifugio Ombrega, mentre per raggiungere il nostro obiettivo bisogna proseguire sul sentiero che si inerpica verso la Bocchetta di Agoredo.
Da questo punto il paesaggio diventa sempre più alpino: il sentiero attraversa pascoli e zone verdi dove la vista sulle montagne circostanti si apre progressivamente.
La località Laghitt e la vista sulla Val Biandino
Dalla Bocchetta di Agoredo il sentiero prosegue su un versante soleggiato, attraversando suggestivi pascoli alpini fino a raggiungere le creste che separano la Val Biandino dalla Val Varrone. Il percorso, sempre panoramico, regala splendide vedute sulla Val Biandino, accompagnando l'escursionista in un ambiente aperto e ricco di scorci spettacolari.
Si raggiunge infine la località Laghitt, una tranquilla radura dove si trovano una piccola cappella votiva e alcuni tavoli da picnic, ideali per concedersi una sosta. Da qui è possibile rilassarsi ammirando il panorama sulla valle sottostante, con una vista privilegiata sul Rifugio Val Biandino, sul Rifugio Tavecchia e sul Rifugio Madonna della Neve.
La cresta panoramica tra Val Varrone e Val Biandino
Dopo il Laghitt inizia probabilmente il tratto più spettacolare dell’intera escursione.
Il sentiero segue una splendida cresta panoramica che divide due vallate:
⬅️ a sinistra la Val Varrone
➡️ a destra la Val Biandino
Camminare su questo tratto significa avere continuamente una vista aperta su entrambi i versanti, con una sensazione unica di camminare sospesi tra due mondi.
È senza dubbio uno dei punti che rendono questo trekking così speciale.
L’ultimo tratto prima del Rifugio Santa Rita
Circa venti/trenta minuti prima dell’arrivo è possibile scegliere tra due alternative.
Una variante conduce lungo un sentiero più riparato, definito come tratto più facile secondo le indicazioni su cartello CAI.
L’altra possibilità è continuare direttamente lungo la cresta: il sentiero è leggermente più tecnico, ma resta alla portata di un escursionista allenato. In un breve passaggio è presente anche una catena di sicurezza, che può aiutare in caso di necessità.
A nostro parere, la variante in cresta è quella che permette di vivere al meglio il paesaggio e godersi la parte più bella dell’escursione.
Arrivo al Rifugio Santa Rita
Dopo la lunga salita si raggiunge finalmente il Rifugio Santa Rita, una splendida terrazza panoramica affacciata sulle montagne.
Il rifugio regala una vista spettacolare, con il Pizzo dei Tre Signori protagonista del panorama.
È il luogo perfetto per una pausa dopo la fatica della salita: oltre alla posizione incredibile, il rifugio offre anche una cucina molto apprezzata, ideale per recuperare energie prima del rientro.
Variante: Lago di Sasso
Per chi ha ancora tempo ed energie, dal Rifugio Santa Rita è possibile proseguire verso il Lago di Sasso.
Si tratta di una possibile estensione del percorso che permette di aggiungere questo spettacolare lago alpino di cui abbiamo parlato qui.
Rientro
Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario dell’andata.
La discesa permette di osservare il paesaggio da una prospettiva diversa e di ripercorrere con calma i punti più belli attraversati durante la salita.
Considerata la lunghezza complessiva del percorso, è consigliabile partire con un buon margine di tempo per godersi l’escursione senza fretta.
Consigli utili prima di partire
✔️ Porta con te una buona scorta d’acqua: alcuni tratti sono molto esposti al sole e non ci sono molti luoghi dove far rifornimento
✔️ Indossa calzature e abbigliamento adeguato
✔️ Parti presto, soprattutto nei mesi estivi
✔️ Verifica sempre apertura e disponibilità del Rifugio Santa Rita
✔️ Controlla le condizioni del sentiero in caso di pioggia recente o maltempo
✔️ Non sottovalutare la distanza: è un trekking lungo che richiede resistenza